Aprile 11, 2023

Dr. Luca Montanari

Tendinopatia achillea

Ritorna in pista: la fisioterapia per la tendinopatia achillea

In questo articolo parleremo di una delle patologie più comuni tra gli sportivi e non solo: la tendinopatia achillea. Se sei un runner o un amante dell’attività fisica, sicuramente avrai sentito parlare di questo fastidioso disturbo. Ma cosa è esattamente la tendinopatia achillea? Si tratta di una lesione del tendine d’Achille, la fascia di tessuto connettivo che unisce il muscolo del polpaccio all’osso del tallone.

I sintomi possono essere diversi: dal dolore e la rigidità della zona interessata, fino alla difficoltà nel camminare o nell’alzarsi sulla punta dei piedi. Ma quali sono le cause della tendinopatia achillea? E soprattutto, quali sono i trattamenti non invasivi che è possibile applicare da subito per migliorare la situazione? In questo articolo, ti spiegheremo tutto ciò che devi sapere sulla tendinopatia achillea e come la fisioterapia può aiutarti a superarla.

Tendinopatia achillea: un nemico degli atleti e non solo

La tendinopatia achillea è una patologia clinica caratterizzata da una combinazione di dolore localizzato, gonfiore del tendine d’Achille e perdita di funzione. Dipendentemente dalla localizzazione del dolore, le lesioni del tendine d’Achille possono essere distinte in tre categorie: la tendinopatia inserzionale (20%-25%, a ridosso del tallone), la tendinopatia vera e propria (55%-65%) e le lesioni della giunzione muscolo-tendinea prossimale (9%-25%).

La tendinopatia è descritta in particolare come una degenerazione dovuta all’invecchiamento o ad un un insuccesso nella guarigione dovuto al sovraccarico continuo senza un recupero adeguato. A livello tissutale, è caratterizzata da un aumento localizzato o diffuso dello spessore (tendinosi), una perdita dell’architettura del collagene normale e una generale disorganizzazione del tessuto.

Questi cambiamenti strutturali nel tendine si traducono in un aumento dell’area di sezione trasversale, una riduzione della rigidità del tendine e una modifica delle proprietà viscoelastiche. Inoltre, nella tendinopatia inserzionale del tendine d’Achille, la tendinosi è spesso accompagnata da condizioni aggiuntive, come l’ingrossamento della borsa retrocalcaneare, calcificazioni intratendinee e difetti ossei.

Per quanto riguarda i sintomi, atleti spesso descrivono un insorgere graduale del fastidio, che include rigidità al mattino o dopo un prolungato periodo seduti, dolore alla palpazione, dolore durante l’attività (corsa o salto) e deficit di forza o prestazione. Il dolore correlato all’attività può variare a seconda della gravità, mentre un sintomo precoce è il dolore all’inizio dello sforzo che scompare presto in una singola sessione di allenamento. Non è raro che un atleta sperimenti una riduzione delle prestazioni atletiche prima di avvertire effettivamente dolore durante la performance.

Fisioterapia: come tornare in forma dopo la tendinopatia achillea

Il trattamento conservativo tramite fisioterapia è considerato la terapia migliore per la tendinopatia achillea. Secondo un articolo di Karin Grävare Silbernagel, Shawn Hanlon e Andrew Sprague, la riabilitazione tramite esercizio fisico specifico è la terapia più efficace. Questa consiste nell’applicare un carico progressivo per promuovere la rigenerazione del tessuto, la riduzione del dolore e il miglioramento della forza e della funzione generale. La quantità di carico dipende dalla risposta individuale del paziente, ma sembra che la tecnica più efficace sia quella con carichi elevati per tempi prolungati in isometria.

Inoltre, nelle fasi avanzate della riabilitazione, è possibile concentrarsi anche la velocità di movimento aumentandola gradualmente. Il percorso in ogni caso viene personalizzato per il singolo soggetto, in modo da considerare la condizione fisica e il livello di dolore.

Ancora, la fisioterapia può includere esercizi di rafforzamento della muscolatura della caviglia e del piede, esercizi di stretching, mobilizzazione articolare, terapia manuale e tecniche di rilassamento muscolare. In particolare, gli esercizi di rafforzamento sono fondamentali per migliorare la funzione e la resistenza del tendine, ridurre il rischio di lesioni future e aumentare la capacità di svolgere attività quotidiane e sportive. In particolari condizioni è possibile ricorrere anche all’utilizzo di dispositivi come plantari personalizzati, ortesi o talloni rialzati per migliorare l’allineamento del piede e ridurre il carico sul tendine.

Un altro approccio terapeutico efficace per la tendinopatia achillea è la tecarterapia, tecnica complessa spiegata in un altro articolo che puoi trovare sul sito. In particolare riguardo alla tendinopatia achillea, uno studio condotto da Costantino et al., la tecarterapia è stata confrontata con la terapia laser CO2 e la crioultrasuonoterapia nella gestione della tendinite negli atleti. I risultati hanno dimostrato che la tecarterapia non presenta differenze significative rispetto alla crioultrasuonoterapia, ma offre una migliore efficacia in toto.

Dalla riabilitazione al campo: la fase finale del recupero dalla tendinopatia achillea

La classica domanda che viene posta al professionista è proprio questa: “tra quanto posso tornare a correre?” I tempi di recupero purtroppo variano di molto in base alla gravità dell’infortunio e alla risposta individuale al trattamento. È importante valutare i sintomi, la rigidità, il dolore e il gonfiore dopo l’allenamento, soprattutto il giorno successivo, prima di determinare l’aumento appropriato dell’intensità dell’allenamento.

Oltre al livello di dolore durante l’attività fisica, è importante considerare il recupero del tessuto tendineo, la forza, l’ampiezza di movimento e la funzionalità, così come le esigenze specifiche dello sport praticato. Anche in assenza di sintomi, possono persistere deficit funzionali e compromissioni. Pertanto, è essenziale garantire che un atleta abbia un completo recupero della funzione, misurata con i test di sollevamento del tallone e di salto, insieme al recupero sintomatico.

Nel momento in cui viene reintrodotta l’attività sportiva, dipendentemente dalla sua intensità questa viene consigliata con cadenza differente: le attività a bassa intensità possono essere svolte quotidianamente, mentre quelle a livello medio devono essere seguite da 2 giorni di recupero, che diventano 3 in caso di alta intensità. Ciò garantirà un graduale ritorno alla pratica sportiva, evitando il rischio di ulteriori infortuni o aggravamenti della tendinopatia achillea. Con il giusto approccio terapeutico e un’adeguata riabilitazione, la maggior parte degli atleti può tornare a praticare il proprio sport preferito nel giro di poche settimane o mesi.

Bibliografia:

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