Aprile 11, 2023

Dr. Luca Montanari

Tecarterapia

Come la tecarterapia sta rivoluzionando il mondo della fisioterapia

La tecarterapia è un trattamento non invasivo, non doloroso tanto efficacie quanto complesso da spiegare nel suo funzionamento. In particolare si tratta di una cura che si basa su un principio biologicamente piuttosto semplice da capire, ovvero quello per cui in seguito ad un danno o ad una infiammazione cronica i processi riparativi che si instaurano risultano ampiamente rallentati dal trauma subito e dalla scarsa attivazione cellulare che li caratterizza.

Nel tempo quindi si sono studiate le più disparate metodiche che permettessero di mediare un segnale di attivazione ai tessuti danneggiati in modo da velocizzare la loro riparazione. Ecco che la tecarterapia in questo costituisce un punto di svolta, infatti grazie a radiofrequenze assolutamente non dannose, che non generano calore o altri effetti collaterali, riesce ad attivare le cellule irradiate promuovendo la rigenerazione tissutale trattando contemporaneamente il dolore.

Lo strumento inoltre permette di lavorare in due modalità, in atermia ed ipertermia, dove il primo ha particolare efficacia sulle condizioni acute, in modo da aggiungere un ulteriore livello di profondità al trattamento personalizzandolo e garantendo il risultato migliore dipendentemente dalla patologia presente.

Per semplificare ulteriormente, è un trattamento che permette di stimolare la riparazione cellulare tramite l’utilizzo di onde radio a diverse frequenze e intensità dipendentemente dalla localizzazione e dalle caratteristiche della zona target. Operativamente viene eseguita semplicemente applicando un emettitore di frequenze piatto sulla pelle in corrispondenza dell’articolazione o dell’area interessata. L’intero processo risulta indolore, privo di controindicazioni e fastidi di sorta.

Tecarterapia: come funziona e cosa dice la ricerca

La tecarterapia è una tecnologia relativamente nuova che è stata sviluppata solo nel 1995. Di conseguenza, ci sono ancora pochi studi a riguardo, ma quelli che sono stati condotti finora sono estremamente incoraggianti e positivi.

Per esempio, uno studio multicentrico sulla tecarterapia nelle patologie da sport è stato condotto su 116 atleti affetti da patologie acute e croniche muscolo-scheletriche e tendinee. Questa sperimentazione è stata condotta sotto il controllo di importanti professori in cinque sedi ospedaliere differenti in tutta Italia. I risultati hanno evidenziato una forte significatività sia nelle lesioni acute che croniche con una drastica ed immediata riduzione del dolore ed un accorciamento dei tempi di recupero. Ancora, è risultata determinante per una pronta ripresa dell’attività sportiva, rappresentando un valido presidio per un’adeguata e veloce risoluzione dell’edema o delle eventuali raccolte siero-ematiche. Inoltre, sulla base di questionari compilati direttamente dai pazienti, è stata ben accettata e sopportata.

In generale, la tecarterapia sembra avere una grande efficacia nella riduzione del dolore e dei tempi di recupero, soprattutto nelle lesioni muscolo-scheletriche e tendinee. Questa tecnologia è particolarmente utile nel mondo dello sport, dove gli atleti hanno bisogno di una pronta ripresa per tornare ad allenarsi e competere. Questo però non significa che debba essere relegata a questa categoria di pazienti, infatti l’assenza di controindicazioni provate, la relativa facilità e rapidità di esecuzione e l’accessibilità che questa tecnologia presenta ad oggi rendono tale terapia perfetta per un’ampia gamma di soggetti.

La letteratura internazionale sta sempre più supportando la tecarterapia evidenziando la sua efficacia nel trattamento di moltissime condizioni cliniche, a partire dalle più semplici distorsioni di caviglia fino ad arrivare ai trattamenti post chirurgici di operazioni al menisco o al crociato. Insomma, le applicazioni ad oggi sono molteplici e riguardano principalmente lesioni traumatiche acute, contratture, stiramenti e strappi, esiti di traumi ossei (anche fratture) e legamentosi, deficit articolari e dolori articolari o muscolari in moltissimi distretti, tra cui i più trattati sono il rachide nella sua interezza, spalla, gomito, polso, ginocchio e caviglia.

La singola seduta si svolge nell’arco di 15-20 minuti, risultando quindi rapida e non necessita di particolare preparazione da parte del paziente. I benefici risultano apprezzabili sin dalla prima seduta, e divengono sensibili  e duraturi varia da circa 5 a 10, che possono essere distribuite in archi di tempo più o meno lunghi dipendentemente dalla gravità della condizione e soprattutto dalle esigenze del soggetto. Inoltre, questo tipo di trattamento non esclude altri approcci fisioterapici nella stessa zona, anzi spesso viene integrato al termine di manipolazioni ed esercizi, lavorando in modo sinergico velocizzando ulteriormente i tempi di recupero.

In conclusione, la tecarterapia si sta sempre più affermando nel panorama fisioterapeutico e risulta ad oggi una risorsa importante per sportivi e no. È importante sottolineare che in ogni caso è una tecnologia complessa che richiede competenze e conoscenze specifiche per essere utilizzata in modo efficace e sicuro. Pertanto, per sfruttare appieno i benefici di questa terapia, è essenziale affidarsi a fisioterapisti esperti e certificati che possano identificare con precisione la problematica presente e valutare l’efficacia del trattamento a priori.

Bibliografia

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