Novembre 18, 2023

Dr. Luca Montanari

Spalla congelata

La spalla congelata, una patologia caratterizzata da limitazioni significative della mobilità articolare e dolore persistente, rappresenta un quadro clinico di notevole interesse all’interno della fisioterapia. Questa patologia, sebbene tenda a risolversi spontaneamente nel corso di 1-3 anni, può determinare una limitazione funzionale persistente, ed ecco perché al fine di massimizzare il recupero funzionale e ridurre le ripercussioni a lungo termine, i fisioterapisti adottano una serie di tecniche specializzate. Queste ultime mirano non solo a mitigare il dolore, ma anche a ripristinare la piena funzionalità dell’articolazione.

Questo articolo fornirà una panoramica esaustiva e basata su evidenze scientifiche recenti, analizzando gli approcci terapeutici attualmente disponibili ed efficaci per la spalla congelata.

Cos’è la spalla congelata?

La spalla congelata, o capsulite adesiva, è una condizione dolorosa e invalidante che colpisce la mobilità dell’articolazione della spalla. Si manifesta con un’insorgenza graduale di dolore e rigidità, senza una causa apparente, che limita la capacità di eseguire le normali attività quotidiane, e si sviluppa in 3 fasi:

  • la fase di congelamento, caratterizzata da dolore intenso e perdita parziale di movimento
  • la fase congelata, caratterizzata da dolore e rigidità in egual misura
  • la fase di scongelamento, caratterizzata da un miglioramento progressivo del dolore e del movimento

Come si instaura la spalla congelata?

La spalla congelata inizia a svilupparsi a causa di un processo infiammatorio e fibrotico che coinvolge la capsula articolare, i legamenti e la membrana sinoviale della spalla. In sostanza, questi tessuti si ispessiscono e si restringono, rendendo lo spazio all’interno dell’articolazione più stretto e impedendo che le ossa possano muoversi normalmente. Tale processo infiammatorio e fibrotico è causato da diversi fattori biologici, come alcune sostanze chimiche chiamate interleuchine, citochine, fattori di crescita, metalloproteasi, fattori di necrosi tumorale e segnali che attivano i fibroblasti. Questi fattori cambiano la produzione e la struttura del collagene, il materiale che tiene insieme i tessuti, e questo favorisce la formazione di aderenze e contratture, ovvero limitazioni dei movimenti dell’articolazione.

Perché si verifica la spalla congelata?

La spalla congelata è una condizione idiopatica, cioè senza una causa nota; tuttavia, alcuni fattori di rischio sono stati associati alla sua comparsa, come il diabete mellito, le disfunzioni tiroidee, il fumo, le malattie cardiache, il morbo di Parkinson, l’ictus, le operazioni al collo o al cuore e l’iperlipidemia. Questi fattori potrebbero influenzare la risposta infiammatoria e fibrotica della capsula articolare, favorendo lo sviluppo della spalla congelata. Inoltre, la spalla congelata può essere secondaria a traumi, infezioni o malattie infiammatorie che provocano una lesione o una irritazione della spalla.

Effetti

A conferma dell’importanza dell’approccio fisioterapico ad una patologia come questa è bene citare lo studio condotto da Maund et al. (2012) sull’efficacia del trattamento.

L’obiettivo di questo studio è valutare l’efficacia clinica e il rapporto costo-efficacia dei trattamenti per la spalla congelata primaria, identificare l’intervento più appropriato in base allo stadio della condizione e evidenziare eventuali lacune nella letteratura.

L’analisi ha compreso 31 studi di efficacia clinica e una valutazione economica che hanno valutato diverse modalità di trattamento, tra cui terapie fisiche, distensione artrografica, iniezione di steroidi, iniezione di ialuronato di sodio, manipolazione sotto anestesia, rilascio capsulare o attesa vigile, da soli o in combinazione. Si sono inclusi anche studi quasi-sperimentali in assenza di studi controllati randomizzati e serie di casi per la manipolazione sotto anestesia e il rilascio capsulare.

I principali esiti di interesse sono stati il dolore, l’ampiezza di movimento, la funzione e la disabilità, la qualità della vita e gli eventi avversi. I risultati hanno mostrato che l’unico trattamento che ha mostrato un effetto benefico significativo rispetto al placebo per il dolore a breve termine è stata la combinazione di steroidi (antinfiammatori tramite infiltrazioni) e fisioterapia che risulta quindi avere un ruolo fondamentale avendo anche un costo contenuto.

Fisioterapia per la spalla congelata: tecniche ed efficacia

La fisioterapia per la spalla congelata si avvale di diverse tecniche per migliorare la mobilità e alleviare il dolore, queste includono la terapia manuale, che utilizza mobilizzazioni, stretching e manipolazioni per rompere le aderenze capsulari e ripristinare il normale movimento delle superfici articolari. Un’altra componente fondamentale è costituita dagli esercizi terapeutici che sono essenziali per mantenere o ripristinare il range di movimento, la forza e la coordinazione della spalla, e possono essere personalizzati in base al livello di dolore e rigidità del paziente. Infine, quelli chiamati “agenti fisici”, come il calore, il freddo, l’ultrasuono e altri, possono essere utilizzati per ridurre il dolore e l’infiammazione.

La fisioterapia ha dimostrato la sua efficacia attraverso evidenze scientifiche, portando miglioramenti significativi nel dolore, nella mobilità e nella funzione della spalla sia a breve che a lungo termine. Spesso, si adotta un approccio combinato utilizzando diverse tecniche a seconda delle esigenze del paziente, inoltre, tale approccio può essere complementare ad altri trattamenti conservativi come farmaci antinfiammatori o infiltrazioni di corticosteroidi.

Le tempistiche di recupero variano in base a diversi fattori, ma si stima che la spalla congelata duri in media 30 mesi, con diverse fasi. La fisioterapia può accelerare il processo di recupero, ma non può modificarne le fasi naturali, pertanto, è importante chiarire che il suo scopo è garantire un recupero completo in tempi più rapidi possibili, che però possono tradursi in mesi.

Bibliografia:

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