Novembre 18, 2023

Dr. Luca Montanari

L’Epicondilalgia Svelata: Cause, Sintomi e Terapie Efficaci

L’epicondilalgia, più comunemente nota come “gomito del tennista”, è un disturbo muscoloscheletrico estremamente comune che colpisce la regione laterale del gomito, tale condizione è associata inoltre ad una tendinopatia dei muscoli estensori del polso.

L’epicondilalgia in particolare è un processo degenerativo dei tendini che si inseriscono nel gomito, in dettaglio sull’epicondilo laterale. Questa sindrome ha assunto la denominazione di epicondilalgia, e non più epicondilite, poiché si è scoperto che la causa preponderante è il processo degenerativo a carico dei tendini coinvolti, piuttosto che un processo infiammatorio vero e proprio. L’epicondilalgia è la causa più comune di dolore e gonfiore localizzati alla parte esterna del gomito (in corrispondenza dell’epicondilo laterale) e si irradia alla superficie esterna dell’avambraccio, lungo i muscoli interessati, fino alla mano.

Introduzione all’epicondilalgia: una panoramica della malattia

Per iniziare, è doveroso chiarire in che modo e perché compare l’epicondilalgia e come riconoscerla soprattutto:

L’epicondilalgia laterale non è una vera infiammazione, ma un processo degenerativo dei tendini, chiamato tendinosi. Questo processo si verifica quando il tendine subisce microlesioni ripetute a causa di uno stress eccessivo o prolungato, a seguito delle quali tendine non riesce a ripararsi adeguatamente formando aree di tessuto alterato e disorganizzato, che causano dolore e ridotta funzionalità.

Ma perché compare? Questa patologia può essere causata da qualsiasi attività che comporti un uso eccessivo o ripetitivo dei muscoli estensori o supinatori del polso, come il tennis, il golf, il giardinaggio, il lavoro manuale o l’uso del computer. Alcuni fattori che possono aumentare il rischio di sviluppare questa condizione sono: una tecnica errata, una durata eccessiva o una frequenza elevata dell’attività, un’attrezzatura inadeguata, un carico eccessivo o un movimento ripetitivo.

Tipicamente il dolore si presenta alla regione laterale del gomito, che può irradiarsi lungo l’avambraccio e fino alla mano. Questo si accentua con i movimenti che mettono in tensione i tendini estensori, come l’estensione del polso o la supinazione dell’avambraccio. L’intensità del dolore può variare da lieve a severa, interferendo con le attività quotidiane e il sonno.

Analisi di studi: confronto tra terapie per l’epicondilalgia

Per analizzare al meglio l’efficacia dei vari approcci terapeutici disponibili, il modo migliore è sicuramente quello di analizzare studi ufficiali. In questo contesto un lavoro interessante è stato fatto da Bisset et al. , che ha confrontato l’efficacia di tre interventi per l’epicondilalgia laterale: la mobilizzazione con movimento ed esercizio, l’iniezione di corticosteroide e l’attesa e osservazione. Lo studio ha coinvolto 198 pazienti con epicondilalgia laterale da almeno 6 settimane, che sono stati randomizzati a ricevere uno dei tre trattamenti. I risultati sono stati valutati a 6, 12 e 52 settimane con misure di dolore, funzione, soddisfazione e successo del trattamento.

I principali risultati dello studio sono stati:

La mobilizzazione con movimento ed esercizio ha prodotto una riduzione significativa del dolore e un miglioramento della funzione rispetto all’attesa e osservazione nel breve termine (6-8 settimane), ma non nel lungo termine (52 settimane).

L’iniezione di corticosteroide ha prodotto una riduzione significativa del dolore e un miglioramento della funzione rispetto agli altri due trattamenti nel breve termine, ma ha avuto effetti negativi nel lungo termine, con un aumento del rischio di recidiva e una minore soddisfazione dei pazienti.

L’attesa e osservazione ha prodotto una riduzione graduale del dolore e un miglioramento della funzione nel lungo termine, senza effetti avversi, ma con una minore soddisfazione dei pazienti nel breve termine.

Lo studio di Bisset et al. ha dimostrato quindi che la fisioterapia basata sulla mobilizzazione con movimento ed esercizio è un’opzione di trattamento efficace e sicura per l’epicondilalgia laterale, che può accelerare il recupero nel breve termine e prevenire le recidive nel lungo termine. Al contrario, l’iniezione di corticosteroide ha mostrato di avere effetti benefici solo temporanei, con conseguenze negative se analizzato in lassi di tempo più ampi. Infine, l’attesa e osservazione ha rappresentato una strategia conservativa, che ha richiesto più tempo per ottenere risultati simili alla fisioterapia, ma senza complicazioni.

Confronto tra studi: un’analisi comparativa dei risultati

Un ulteriore analisi condotta nel 2005 ha effettuato una revisione sistematica e una meta-analisi di 28 studi clinici che hanno valutato diversi interventi fisici per l’epicondilalgia laterale, tra cui onde d’urto extracorporee, laser, ultrasuoni, ionoforesi, agopuntura, manipolazioni, ortesi e esercizi.

Combinando i risultati anche di questo secondo studio quindi si arriva a definire come inefficaci le onde d’urto e gli ultrasuoni nel trattamento dell’epicondilalgia, e come efficacie a breve termine l’agopuntura. Tuttavia, è importante specificare che in questo secondo lavoro l’esercizio e il movimento non sono risultati particolarmente incoraggianti, componendo però in ogni caso l’approccio terapeutico migliore dal punto di vista del recupero funzionale e della soddisfazione del paziente.

Bibliografia:

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