Aprile 11, 2023

Dr. Luca Montanari

Frattura del femore

Frattura del femore: l’importanza della fisioterapia

La frattura del femore è un problema che colpisce moltissime persone in Italia, con ben 90.000 casi all’anno, come riportato dall’ANSA, e una mortalità del 5%. La frattura del femore è spesso associata all’invecchiamento e alla degradazione dell’osso, oltre che alle frequenti cadute che possono avvenire in età avanzata. Ma non solo: esistono molte tipologie di frattura del femore, che richiedono interventi e trattamenti diversi. In particolare, le fratture prossimali si dividono in mediali e laterali, mentre ci sono quelle della diafisi (quando l’osso si spezza a metà) e quelle distali.

In ogni caso, la fisioterapia è fondamentale per il recupero della funzionalità dell’arto interessato, indipendentemente dalla tipologia di frattura. Nel corso dell’articolo vedremo quindi a cosa serve la fisioterapia e i tempi di recupero necessari per tornare ad avere una vita normale.

Gli obiettivi della fisioterapia nella riabilitazione della frattura del femore

Il primo obiettivo della fisioterapia nella riabilitazione della frattura del femore è quello di prevenire i rischi dell’allettamento prolungato. Questo perché l’immobilità può portare ad una serie di problematiche, come le piaghe da decubito e la trombosi venosa profonda (TVP), rappresentano ostacoli e complicanze durante il processo di guarigione. Ma non solo: la fisioterapia mira anche al ripristino della mobilità articolare (ROM), che risulta compromessa dalla frattura e dal periodo di immobilizzazione necessario per la guarigione.

Grazie ad esercizi specifici, la fisioterapia aiuta il paziente a riprendere la piena mobilità dell’articolazione interessata. Inoltre, ha l’obiettivo di migliorare l’equilibrio e la coordinazione, così come di insegnare la corretta postura ed il giusto posizionamento dell’arto operato. Questo risulta fondamentale per prevenire ulteriori cadute o lesioni e per favorire una corretta distribuzione del peso corporeo durante la deambulazione.

Il programma riabilitativo può anche aiutare nella gestione del dolore e nell’evoluzione della cicatrice, attraverso tecniche specifiche di massaggio e mobilizzazione. Inoltre, è fondamentale per il ripristino del trofismo muscolare e della forza, che possono fisiologicamente diminuire durante il periodo di immobilizzazione. Infine, la fisioterapia aiuta nel recupero dell’autonomia e nei passaggi posturali tramite una rapida verticalizzazione e attraverso esercizi specifici che favoriscono il recupero della propriocettività, ovvero la capacità di percepire la posizione e i movimenti del proprio corpo nello spazio. In questo modo, è possibile tornare ad avere una vita normale e indipendente in tempi brevi.

Riabilitazione dopo la frattura di femore: fisioterapia settimana per settimana

Settimana 0-3:

Durante la prima fase riabilitativa postoperatoria che dura tre settimane, il fisioterapista inizia la terapia al letto del paziente entro le prime 48 ore successive all’intervento. Gli esercizi da seguire in questa fase includono addestramento alla mobilità a letto, passaggi posturali, percezione del carico concesso, utilizzo corretto degli ausili, allenamento dalla posizione seduta e della stazione eretta per periodi progressivi. Inoltre, da subito si può iniziare con i primi esercizi di movimento come quelli propriocettivi, di potenziamento muscolare e di mobilità articolare (attivi e passivi), aumentando ovviamente progressivamente la difficoltà ed eventualmente il carico.

Settimana 4-12:

La seconda fase riabilitativa inizia quando il paziente mostra l’assenza di segni infiammatori alla cicatrice e livelli di dolore sopportabile. Durante questa fase, l’obiettivo è quello di rimuovere le stampelle in modo graduale e senza rischi, questo viene fatto tramite l’aumento di carico progressivo sulla gamba infortunata fino ad arrivare alla sopportazione del carico completo su un solo piede.

In contemporanea sono mantenuti gli esercizi iniziati nella prima fase, con incremento anche in questo caso graduale delle ripetizioni, del carico e dell’ampiezza dei movimenti. Auspicabilmente, soprattutto nella fase iniziale di questa tranche, gli esercizi verranno ripetuti 2-3 volte al giorno e nelle settimane successive ogni serie sarà ripetuta in 3/5 serie per 3 volte la settimana. Ancora, oltre agli elastici ed ai pesi utilizzati nei movimenti di allenamento, in questa fase è possibile iniziare ad utilizzare la cyclette a basse resistenze.

Mese 3-6:

Penultima fase, qui la maggior parte dei pazienti raggiunge il carico completo e riesce ad abbandonare completamente l’uso delle stampelle. In questa fase, è necessario continuare con gli esercizi in catena cinematica chiusa fino a raggiungere una mobilità completa ed un tono muscolare adeguato.

Ultima fase, oltre 6 mesi

La maggior parte dei pazienti ha completato il processo di riabilitazione a questo punto, ma è importante continuare a mantenere la forza e la flessibilità dell’arto operato. Ciò può essere fatto attraverso una routine di esercizi di potenziamento muscolare, stretching e attività aerobica a basso impatto come camminare o nuotare. In questa fase, il fisioterapista può lavorare per sviluppare un programma di esercizi personalizzato che tenga conto delle singole esigenze ed obiettivi. Potrebbe essere utile monitorare regolarmente la forza muscolare dell’arto operato per assicurarsi che si mantenga in linea con quella dell’arto non operato.

Bibliografia:

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