Aprile 11, 2023

Dr. Luca Montanari

Cuffia Dei Rotatori

Lesioni della cuffia dei rotatori: sintomi e trattamento fisioterapeutico

Le lesioni della cuffia dei rotatori sono una delle principali cause di dolore alla spalla, ma cosa è, e come riconoscere il suo danneggiamento?

Se siete qui, probabilmente avete avvertito sintomi come dolore notturno, limitazione funzionale o sensazione di debolezza nella spalla. Potrebbe trattarsi di una lesione della cuffia dei rotatori, una patologia che se non riconosciuta e trattata tempestivamente, può peggiorare fino a diventare cronica. Nel corso di questo articolo parleremo dei sintomi e delle opzioni di trattamento disponibili, concentrandoci in particolare sull’importanza della terapia fisioterapica basata sulle evidenze scientifiche con la certezza che, alla fine della lettura, avrete le idee più chiare su come riconoscere e trattare al meglio una lesione della cuffia dei rotatori.

Cos’è la cuffia dei rotatori e perché è così importante per la spalla

La cuffia dei rotatori è un insieme di tendini e muscoli localizzati nella spalla che hanno il compito di stabilizzare l’articolazione, deprimendo in particolare la testa dell’omero. Questo significa che tale dispositivo permette all’osso del braccio di rimanere in posizione durante tutti gli spostamenti che questo può compiere, evitando che esca dalla sua sede articolare e che possa danneggiare strutture tendinee, articolari e muscolari.

Nel momento in cui la cuffia viene danneggiata, da processi traumatici o degenerativi che procedono nel tempo, accade che l’omero non risultando più bloccato nella corretta posizione, ma libero di risalire verso la spalla, porterà alla condizione patologica chiamata “conflitto sub-acromiale”.

Tale patologia si configura a causa dello stress che l’omero genera schiacciando la muscolatura della cuffia dei rotatori contro un processo osseo che si sviluppa a ponte al di sopra di questa, ovvero l’acromion. Per semplificare, si immagini un fiume (muscoli della cuffia dei rotatori) ed un ponte al di sopra di quest’ultimo (acromion), nel momento in cui il livello dell’acqua sale a causa di una forza che spinge dal basso (omero) abbastanza allagare il ponte stesso, l’intera struttura andrà in contro a degenerazione e danno.

Come riconoscere la lesione della cuffia dei rotatori: sintomi e segnali d’allarme

È facile comprendere quindi come una lesione della cuffia dei rotatori innesca un meccanismo circolare che si autosostiene portando ad un progressivo danneggiamento muscolare e tendineo. Dal punto di vista sintomatologico, la lesione della cuffia dei rotatori è caratterizzata da dolore, in particolare notturno riferito al braccio, senza una particolare limitazione funzionale corrispondente, se non legata appunto alla sensazione dolorosa.

È interessante notare come il dolore si presenti appunto in particolare durante la notte in quanto nel resto della giornata la forza di gravità aiuta il braccio a rimanere in posizione, lontano dalla spalla spingendolo verso il basso. Inoltre, come detto, la cuffia dei rotatori ha funzione quasi unicamente stabilizzatrice, i muscoli di cui è formata quindi non sono essenziali per i movimenti della spalla, che potranno essere eseguiti senza particolare fatica anche nel caso di lesione.

Terapia fisica vs procedure invasive: evidenze scientifiche a confronto

Ci sono molte opzioni di trattamento per le lesioni della cuffia dei rotatori, ma la terapia fisica, che include la terapia manuale fisioterapeutica e l’esercizio, è diventata sempre più popolare negli ultimi anni. Un recente articolo, intitolato “Terapia manuale ed esercizio per la malattia della cuffia dei rotatori“, ha analizzato 60 studi sull’argomento.

Notando come terapia manuale ed esercizio sembrano avere efficacia simile a quella delle iniezioni di glucocorticoidi e della decompressione subacromiale artroscopica, ovvero procedure invasive e con potenziali effetti collaterali maggiori. In generale, secondo questo studio la terapia manuale ed esercizio sembra essere una buona opzione per i pazienti che cercano un trattamento non invasivo per la loro lesione.

Un ulteriore aspetto da analizzare è reso evidente da un recente studio condotto da Umile Giuseppe Longo e colleghi che ha messo in risalto l’importanza di personalizzare i protocolli di riabilitazione per la malattia della cuffia dei rotatori in base alle diverse fasi della guarigione del tendine. Infatti, gli autori sottolineano che una terapia fisioterapica mirata e precisa, che tenga conto delle specifiche esigenze del paziente, può migliorare significativamente i risultati del trattamento.

In particolare, i diversi approcci possono comprendere manipolazioni manuali, tecarterapia, ma soprattutto esercizi di potenziamento muscolare mirati. I risultati di questo studio confermano l’importanza di una terapia fisioterapica personalizzata e basata sulle evidenze scientifiche per il trattamento della malattia della cuffia dei rotatori, ribadendo quindi ancora una volta l’importanza di scegliere un centro qualificato cui affidarsi.

Bibliografia

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