Aprile 11, 2023

Dr. Luca Montanari

Cervicalgia

Tutto quello che devi sapere sulla cervicalgia

Sei seduto davanti al tuo computer, magari al lavoro o a casa, e improvvisamente senti un fastidio alla zona del collo. Non ci fai troppo caso, ma col passare delle ore il dolore aumenta e si irradia anche alle spalle. Se ti è capitato, probabilmente hai avuto un episodio di cervicalgia, un disturbo molto comune che colpisce la zona cervicale della colonna vertebrale.

La cervicalgia può essere causata da diverse ragioni, dalla postura scorretta alla sedentarietà, dallo stress alle lesioni muscolari, e in alcuni casi può essere anche sintomo di patologie più gravi. Nonostante sia un disturbo diffuso, spesso viene sottovalutato o mal curato, portando a una cronicizzazione del dolore e a una limitazione delle attività quotidiane.

Ecco perché è fondamentale conoscere i diversi metodi per prevenirla e trattarla, affidandosi sempre a professionisti con esperienza che sappiano inquadrare bene la patologia per scegliere la via terapeutica migliore. Tuttavia, non è sempre facile orientarsi tra le varie informazioni disponibili online, e spesso si rischia di cadere in consigli non validati scientificamente o di seguire rimedi casalinghi che possono peggiorare il problema.

Come riconoscere la cervicalgia

La cervicalgia è un disturbo molto comune che colpisce la zona cervicale della colonna vertebrale e si manifesta con dolore localizzato nella regione posteriore del rachide cervicale, dalla linea nucale superiore alla linea passante per il processo spinoso della prima vertebra dorsale. Questa definizione, fornita dall’International Association for the Study of Pain (IASP) e dalla Neck Pain Task Force, evidenzia come la cervicalgia sia un problema che colpisce una zona molto specifica del nostro corpo, con caratteristiche riconoscibili e determinate.

Il dolore può essere di varia intensità e può essere associato a sensazioni di rigidità, tensione muscolare, formicolio o intorpidimento delle braccia e delle mani. La cervicalgia può essere suddivisa inoltre in tre categorie in base alla durata dei sintomi: dolore acuto se dura meno di 7 giorni, subacuto se fino a 3 mesi e cronico se persiste da più di 3 mesi.

In alcuni casi, questo disturbo può essere associato ad una limitazione del ROM, ovvero del range of motion, la capacità di muovere il collo nelle diverse direzioni. Tale limitazione può essere dovuta alla presenza di contratture muscolari o alla comparsa di una cervicale artrosica. Tuttavia, non sempre la cervicalgia è associata a una limitazione del ROM e può manifestarsi come un dolore localizzato, specialmente nelle fasi iniziali prima della cronicizzazione.

Come citato in precedenza, è un disturbo molto diffuso nella popolazione, con una prevalenza che varia dal 30% al 50%. In Europa, la cervicalgia cronica è presente in circa il 10-20% della popolazione, con prevalenza maggiore nel sesso femminile, ed è una delle principali cause di disabilità. Secondo l’International Association for the Study of Pain (IASP), nel 2013 la cervicalgia è stata classificata come la seconda principale causa di disabilità tra tutte le patologie muscolo-scheletriche. Questi dati evidenziano l’importanza di prevenire e curare adeguatamente questa condizione ancora sottovalutata.

Cervicalgia: quando il fisioterapista è il tuo migliore alleato

La prevenzione e il trattamento della cervicalgia sono di fondamentale importanza per migliorare la qualità della vita delle persone che ne sono affette, in particolare rimane sempre essenziale rivolgersi ad un fisioterapista professionale ed esperto, in grado di individuare le cause del dolore e di definire un piano di trattamento personalizzato. Tra gli approcci terapeutici più efficaci per la cervicalgia, si segnalano la manipolazione fasciale e la tecarterapia, associate ad una rieducazione posturale che ha dimostrato notevole efficacia.

In particolare, la manipolazione fasciale, nota anche come fibrolisi, è una tecnica manuale non invasiva che agisce sulle fasce connettivali del corpo, riducendo la tensione muscolare e il dolore. Invece, la tecarterapia, utilizza una tecnologia avanzata basata su campi elettromagnetici per stimolare i tessuti del corpo e ridurre il dolore e l’infiammazione, sempre in modo non invasivo e donando sollievo pressoché immediato.

Ancora, l’esercizio fisico è molto importante nella riabilitazione della cervicalgia. Secondo un report pubblicato dall’International Association for the Study of Pain (IASP), l’esercizio fisico può ridurre il dolore e la disabilità, ripristinare la funzione muscolare e migliorare la qualità della vita. Sia gli esercizi specifici per il collo, sia quelli più generali possono essere efficaci, ma è importante personalizzare l’intervento in base alle esigenze del paziente, risultando ancora una volta fondamentale affidarsi a professionisti.

Infine, la rieducazione posturale globale (RPG) è un’altra strategia terapeutica utile nella gestione della cervicalgia. Questa tecnica mira a correggere la postura attraverso esercizi mirati, allo scopo di ridurre la tensione muscolare e migliorare la mobilità della colonna cervicale. In sintesi, l’intervento multimodale, che combina diverse strategie terapeutiche, risulta essere la strategia più efficace per la prevenzione e il trattamento della cervicalgia.

Bibliografia:

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