Novembre 18, 2023

Dr. Luca Montanari

Affrontare la sindrome dello stretto toracico: fisioterapia come opzione terapeutica

La sindrome dello stretto toracico (TOS) è un insieme di disturbi che si manifestano con sintomi a carico della spalla e dell’arto superiore, come dolore, intorpidimento e formicolio. La causa di questi sintomi è la compressione delle strutture neurovascolari che escono dallo stretto toracico, l’area tra la clavicola e la prima costola.

Terapia conservativa e fisioterapia nella gestione della TOS

La dinamica di formazione e i sintomi conseguenti dipendono dal distretto maggiormente coinvolto, in particolare sono state identificate tre componenti che possono dare luogo alla sindrome: la componente nervosa, quella venosa e la controparte arteriosa:

La TOS neurogena è la più comune e si verifica quando i nervi del plesso brachiale (nervi del braccio) vengono compressi. Può essere dovuta a traumi, movimenti ripetitivi o variazioni anatomiche, come la presenza di una costola cervicale. I sintomi possono variare da persona a persona e possono essere influenzati da diversi fattori, come l’attività fisica e la postura.

La TOS venosa invece si ha quando la vena succlavia viene compressa e si forma un trombo, questo provoca un quadro di edema, cianosi, pesantezza e dolore acuto all’arto superiore. Questa genesi è associata spesso ad attività che richiedono sollevamento e movimenti ripetitivi delle braccia.

Infine, la TOS arteriosa è la più rara e consiste nella compressione dell’arteria succlavia, causata generalmente da stenosi o aneurisma. La compressione può essere determinata da una costola cervicale o da un trauma, ed i sintomi sono dovuti all’ischemia dell’arto superiore, che si manifesta con pallore, freddo, parestesie e debolezza.

In generale, la sindrome dello stretto toracico è una condizione complessa e controversa, che richiede una diagnosi accurata e un trattamento adeguato. Il trattamento può essere conservativo, con terapia fisica e farmacologica, o chirurgico, con la resezione della prima costola e la decompressione delle strutture coinvolte se necessario.

L’efficacia della terapia conservativa per la TOS: evidenze dagli studi

Analizzando lo studio di Nathan Li e collaboratori, pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Medicine nel 2021, è possibile comprendere l’efficacia e l’importanza della terapia fisioterapica in una sindrome complessa come questa; per anni la chirurgia ha costituito l’unica arma contro tale condizione ma ad oggi non è più così. La terapia conservativa è infatti ad oggi la prima scelta per i pazienti con TOS, in assenza di compromissione vascolare significativa, atrofia muscolare o disabilità generale. Essa può comprendere riposo, educazione, modifica delle attività, fisioterapia, farmaci antinfiammatori e terapia iniettiva di tossina botulinica o steroidi.

La fisioterapia nel particolare è un elemento chiave nella gestione conservativa della TOS, in quanto mira a alleviare la tensione neurovascolare riducendo la severità e la frequenza dei sintomi attraverso mezzi non invasivi. Il trattamento consiste in una combinazione di calore, massaggio, stretching controllato, agopuntura, esercizi di rinforzo e allungamento dei muscoli posturali della schiena e della spalla. La fisioterapia ha dimostrato una buona efficacia nel 59–88% dei pazienti con TOS, con risultati che durano oltre un anno dopo il trattamento. Altri aspetti della terapia conservativa includono la modifica dello stile di vita, il controllo della postura e l’ergonomia, il trattamento del dolore e l’anticoagulazione.

Invece, la terapia iniettiva può essere utile nei casi di TOS dovuti alla compressione muscolare, in particolare da parte dei muscoli scaleni o del piccolo pettorale. L’iniezione di tossina botulinica, ovvero una neurotossina che induce rilassamento forzato ai muscoli in cui è somministrata, può ridurre temporaneamente la contrazione muscolare eccessiva e il dolore associato. Ancora, agenti iniettabili, come gli steroidi e gli anestetici locali, possono bloccare gli elementi muscolari dello stretto toracico e alleviare i sintomi di dolore e parestesia.

In conclusione, la terapia conservativa è efficace nella maggior parte dei pazienti con TOS, ma richiede una buona aderenza e una modifica duratura delle abitudini.

Recupero completo dalla sindrome dello stretto toracico: il percorso terapeutico

Infine, è importante dire in ogni caso che se i sintomi della sindrome dello stretto toracico sono rilevanti, è consigliabile rivolgersi a un professionista del settore sanitario. La fisioterapia può rappresentare un elemento chiave nel miglioramento della qualità della vita, ed è fondamentale tenere a mente l’importanza della salute e non sottovalutare i sintomi, ma cercare l’assistenza di un esperto. La terapia conservativa ha dimostrato di essere efficace nella maggior parte dei casi, offrendo la possibilità di un completo recupero. Non esitate a iniziare il vostro percorso di guarigione.

Bibliografia:

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