Novembre 14, 2023

Dr. Luca Montanari

La scienza dietro le onde d’urto: applicazioni e benefici nella fisioterapia

La terapia con onde d’urto è una forma di trattamento non invasivo che sfrutta le onde meccaniche ad alta energia generate da diversi dispositivi applicati esternamente alla cute, queste vibrazioni si propagano nel mezzo, come l’acqua o i vari tessuti umani, provocando una deformazione reversibile di quest’ultimo. Dal punto di vista fisico le onde in questione possono avere diverse caratteristiche, a seconda del tipo di dispositivo e dei parametri impostati, come la pressione, la frequenza ed altri. Inoltre, dipendentemente dalle necessità possono essere focali o radiali, a seconda che siano concentrate in una zona specifica o che si diffondano in tutte le direzioni. La trasformazione dell’energia fisica in una risposta biologica è chiamata “meccanotrasduzione” ed è il meccanismo alla base degli effetti terapeutici delle onde d’urto, che verrà esplorato nel capitolo seguente.

Il meccanismo alla base: come si generano gli effetti?

Le onde d’urto hanno la capacità di stimolare la rigenerazione e la guarigione dei tessuti danneggiati o infiammati, come le ossa, i tendini e la cartilagine. Questo avviene attraverso un meccanismo chiamato “meccanotrasduzione”, cioè la conversione dell’energia meccanica in una risposta biologica: lo stimolo fisico provoca una deformazione reversibile del tessuto, che attiva dei recettori sulla membrana cellulare e induce la produzione di molecole segnale, come i fattori di crescita, le citochine e diversi tipi di proteine. Queste molecole segnale regolano l’attività di diverse cellule coinvolte nel processo di riparazione, come le cellule staminali mesenchimali, gli osteoblasti, i condrociti e i fibroblasti. Ecco che quindi si passa da uno shock meccanico ad una risposta biologica, in particolare viene favorita la replicazione cellulare, la riparazione e la formazione di nuovi vasi sanguigni (angiogenesi), migliorando l’apporto di ossigeno e nutrienti al tessuto lesionato. Inoltre, le onde d’urto possono avere un effetto antinfiammatorio e analgesico, riducendo il dolore e il gonfiore, ma è importante specificare che gli effetti dipendono da diversi fattori, come il tipo di dispositivo, i parametri di applicazione, il tipo di tessuto trattato e lo stadio della patologia. Le onde d’urto possono essere considerate una terapia rigenerativa, in quanto stimolano il potenziale riparativo intrinseco del tessuto, senza causare danni irreversibili o effetti collaterali gravi.

Un trattamento versatile per una vasta gamma di condizioni:

Le applicazioni di questo tipo di terapia sono particolarmente variegate, infatti diversi studi stanno sfruttando l’effetto angiogenetico per trattare condizioni come la disfunzione erettile, mentre l’effetto antinfiammatorio sembra efficacie nel trattamento di vasculiti ed altre condizioni reumatologiche. In ogni caso, ad oggi le maggiori evidenze confermano una forte efficacia nell’ambito ortopedico ed in particolare nel trattamento di:

Tendinopatie croniche: L’ESWT è efficace nel trattamento della fascite plantare, l’epicondilite laterale del gomito, la tendinite calcifica della spalla, la tendinopatia rotulea e la tendinopatia achillea. Infatti è in grado di migliorare il dolore e la funzione, favorendo la neovascolarizzazione e la risoluzione delle calcificazioni, riducendo il rischio di recidive.

Ritardo di consolidamento e pseudoartrosi: accelera il processo di guarigione delle fratture con ritardo di consolidamento o pseudoartrosi, stimolando la formazione del callo osseo e l’espressione di fattori osteogenici e angiogenici. L’ESWT ha una percentuale di successo variabile tra il 50% e l’85%, paragonabile o superiore a quella della chirurgia, ma con minori complicanze e costi.

Necrosi avascolare della testa del femore: questa tecnica può ritardare o prevenire il collasso della testa del femore, migliorando la vascolarizzazione e il rimodellamento osseo in questa grave patologia, alleviando il dolore e la disabilità.

Onde d’urto e cellulite: il trattamento rivoluzionario

Un approfondimento particolare è da riservare a questa specifica applicazione: la cellulite. Le evidenze scientifiche sull’efficacia di questa tecnica contro la cellulite sono in aumento negli ultimi anni, una metanalisi recente ha analizzato i risultati di 11 studi clinici, di cui 5 randomizzati e controllati, valutando gli effetti delle onde d’urto focalizzate, radiali o combinate su un totale di 297 donne affette da cellulite. I risultati degli mostrano che le onde d’urto sono in grado di migliorare il grado e la gravità della cellulite, sia dal punto di vista soggettivo che oggettivo. In particolare, le onde d’urto hanno dimostrato di:

  • Migliorare la rugosità, il numero e la profondità delle depressioni ed elevazioni cutanee
  • Migliorare l’elasticità e la vitalità della pelle
  • Ridurre lo spessore del grasso sottocutaneo e la circonferenza delle cosce
  • Indurre un rimodellamento del collagene e dell’elastina nel derma
  • Mitigare lo stress ossidativo nel tessuto adiposo

Gli effetti inoltre sembrano essere duraturi nel tempo, almeno fino a 12 mesi dopo il trattamento e non hanno riportato effetti avversi significativi o complicanze legate al trattamento. Tuttavia, gli studi presentano alcune limitazioni, come l’eterogeneità dei protocolli, la qualità metodologica variabile, il campione ridotto e il follow-up limitato; ma sempre più ricercatori stanno confermando l’efficacia di questa tecnica abbattendo tali limiti.

I vantaggi delle onde d’urto

Il primo vantaggio è sicuramente la non invasività, non richiedendo alcun taglio o incisione sulla pelle, evitando il rischio di infezioni, emorragie, cicatrici o danni ai tessuti circostanti. In secondo luogo, la sicurezza e la mancata interazione con terapie farmacologiche rendono tale tecnica largamente utilizzabile senza preoccupazioni particolari. Infine, la già citata efficacia compone inevitabilmente il pregio maggiore della terapia ad onde d’urto, godendo di un alto tasso di successo e soddisfazione dei pazienti, con risultati duraturi nel tempo.

Bibliografia:

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